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Scritto da Administrator   
venerdý 30 marzo 2007

Conigli in Australia

L'arrivo dei conigli in Australia porta un gran esempio della vitalità e della prolificità di questi piccoli animali.
Come sta scritto da più parti, i primi cinque conigli arrivarono in quel continente nel 1788 a seguito dei primi coloni bianchi. Ma se questo corrisponde a verità, gli australiani sanno bene che quei cinque pionieri a quattro zampe finirono ben presto in padella e non possono quindi essere considerati i responsabili dell'invasione successiva.
I progenitori delle schiere di milioni di conigli furono certamente i 29 conigli che nell'anno 1859 un proprietario terriero fece sbarcare in un parco del porto di Geelong nello stato di Victoria. Già tre anni più tardi gli indispettiti vicini di quel "farmer" avevano ucciso più di 20.000 capi di quella "nuova selvaggina".
Lo Stato già nel 1881 ricorreva a severe misure di protezione per questa nuova specie. Gli ignari funzionari che avevano redatto quella legge e che multavano i cacciatori di conigli come cacciatori di frodo, solo pochi anni più tardi pagavano dei premi per ogni testa di coniglio consegnata.
Nel frattempo, infatti, i conigli avevano letteralmente invaso non solo lo stato di Victoria, ma anche il Nuovo Galles del Sud e l'Australia meridionale. E ora premevano allegramente verso il Queensland e il Territorio del Nord e intorno al 1900 erano padroni di una regione di 4 milioni di Kmq. I loro insaziabili incisivi trasformavano le steppe in deserti, i pascoli in steppe, rosicchiavano l'erba fino alle radici, scorticavano cespugli e piante mettendo seriamente in pericolo la sopravvivenza dell'intero patrimonio ovino di ampie regioni.
Nel 1890 il grigio esercito dei conigli era salito a 20 milioni di capi. Un esercito che non si lasciava fermare né dalle siepi di filo di ferro piantate molto profondamente nel terreno , che si stendevano per centinaia e migliaia di chilometri e inghiottirono centinaia di migliaia di sterline , né dal veleno, né dal gas; un esercito che si dimostrò più forte delle migliaia di furetti, donnole, volpi e serpenti introdotti nel paese.
Per quanto i conigli morissero a migliaia di fame davanti alle siepi di filo spinato, per quanto si distruggessero con battipali le loro tane sotterranee, per quanto si organizzassero gigantesche battute di caccia durante le quali venivano uccisi a migliaia, essi continuavano a moltiplicarsi incessantemente attraversando i deserti dell'interno e spingendosi verso l'Australia occidentale. Qui una siepe di filo spinato lunga oltre 3200 km avrebbe dovuto arrestarli. Ma fu un tentativo invano poiché essi riuscirono anche a passare oltre questa barriera.
Il grigio esercito aumentò negli anni successivi fino a 750 milioni di unità.
L'Australia esportava ogni anno cento milioni di pelli di coniglio.
Ma il danno da essi provocato fu valutato a 240-320 milioni di sterline l'anno.
Nell'inesorabile lotta tra uomo e animali i conigli avevano imparato ad arrampicarsi sui cespugli e sugli alberi, a dormire tra i rami, ad attraversare a nuoto larghi fiumi e a rinunciare sempre più alle tane sotterranee. Ora i battipali non potevano più raggiungerli.
I conigli erano i padroni dell'Australia! E lo sarebbero ancor oggi se non si fosse riusciti ad infettarli con un virus. Il primo tentativo in questa direzione fu intrapreso nell'estate 1950-1951. Ai conigli catturati furono iniettate delle soluzioni virali o pennellato del pus infettivo sulla congiuntiva ed essi poi furono lasciati liberi.
Alla diffusione della spaventosa epidemia, la così detta mixomatosi, provvidero i ditteri nematoceri (Culex, Simulium, ecc...), e poi ancora le pulci, i pidocchi e gli acari dei conigli. Nell'animale contagiato s'infiammano dapprima le congiuntive, si gonfiano le palpebre, gocciolano le narici, si formano degli ascessi in tutti gli orifizi del corpo, e infine vengono interessati i polmoni, la milza ed i testicoli.
Nel giro di due settimane al massimo subentra il decesso.
Già l'anno dopo il Queensland ed il Nuovo Galles del Sud erano pressoché liberati dai conigli selvatici. Negli altri Stati l'epidemia decimò la loro consistenza numerica del 90%.Una grande vittoria era stata ottenuta , ma si trattava tuttavia di una vittoria solo parziale. Questi perché le volpi ed i gringo importati, che fino allora erano vissuti quasi esclusivamente di conigli, si volgevano alle pecore.
La battaglia contro i conigli in Australia doveva avere un seguito anche in Europa. Nel maggio 1952 infatti il medico francese Armand Delille iniettò in due conigli del suo parco situato nel dipartimento Euret-Loire lo stesso virus. Egli credeva di non correre alcun rischio perché il parco era robustamente cintato tutt'intorno. Ma l'epidemia si diffuse con una rapidità pazzesca, contagiò nel giro dei due anni successivi i conigli selvatici di quasi tutta la Francia, infuriò in Belgio e Olanda, si spinse a Colonia , Aquisgrana e minaccia ancora oggi i conigli di tutta Europa.

Verso

Il verso: il coniglio si dice che "ziga" (zigare).


Modi di dire

"Pauroso come un coniglio": si sente dire spesso di una persona poco coraggiosa. Questo perché l'animale in questione fugge davvero proprio davanti a tutto, probabilmente perché sa di essere la preda preferita di molti altri animali più forti di lui.


Confronto con la lepre

La lepre ed il coniglio si assomigliano molto: infatti fanno parte della stessa famiglia.
Ecco un confronto fra alcune caratteristiche di questi due animali.
Coniglio = lepre oppure coniglio = lepre, per le seguenti caratteristiche

Habitat del coniglio: luoghi sabbiosi, ben esposti e piuttosto asciutti: é il terreno della brughiera sassosa e incolta. I cespugli della boscaglia offrono all'animale un riparo sicuro in cui scavare la tana, mentre le macchie erbose gli assicurano il cibo.
 La lepre frequenta terre coltivate, praterie, terreni secchi. Dalle nostre parti i campi di cereali, di rape, di patate, le brughiere.
 La lepre, come il coniglio, ha la possibilità di mutare il colore della pelliccia per mimetizzarsi nell'ambiente.
 La lepre, come il coniglio, marca il territorio secernendo una sostanza odorosa e con la stessa si facilita il corteggiamento.
 Lo "strano" fenomeno del ciecotrofismo é presente anche nella lepre (v. spiegazione del termine "ciecotrofismo").
 Impronte, rami spezzati, mucchietti di palline di feci, buchi di tane sono gli indizi della presenza di conigli o lepri.
 Predatori della lepre: faina, donnola, gatto selvatico, volpe, martora, gufo reale, aquila, falchi; predatori del coniglio: volpe, faina, gatto, cane, lupo, cinghiale, donnole,...Si nota quindi che ci sono dei predatori comuni della lepre e del coniglio.
Coniglio ­ Lepre
 Il coniglio selvatico, simile alla lepre, se ne differenzia per le dimensioni minori (il coniglio selvatico é lungo 42-44 cm, la coda misura 6 cm) ma il coniglio si differenzia dalla lepre soprattutto perché il suo tronco, la sua testa, il suo codino, le sue orecchie e le sue zampe sono decisamente più corte, per questo é più lento nella fuga ed ha molti nemici; forse, proprio a causa dell'alta mortalità, é così prolifico (una femmina può partorire otto o nove volte all'anno).
 Il coniglio é più vitale e forse ancora più capace di adattamento della lepre comune.
 Il coniglio femmina supera di gran lunga la lepre femmina in prolificità.
 Quando il coniglio é fermo, si accuccia, mentre la lepre sta in posizione eretta.
 A differenza dei piccoli conigli, i leprotti nascono coperti di peli e con gli occhi aperti (vedono e sentono subito), inoltre sono già in grado di muoversi da soli pochi minuti dopo la nascita. In meno di un mese diventano autosufficienti(v. riproduzione del coniglio per le differenze).
 La lepre partorisce da 1 a 5 leprottini per volta, mentre la coniglia da 3 a 12.
 La lepre, come il coniglio, é un animale notturno.
 La lepri sono di colore più chiaro rispetto al coniglio.
 La lepre é capace anche di nuotare, ma lo fa solo quando vi é costretta; il coniglio ha il terrore dell'acqua.
 La lepre vive sola o in coppia mentre il coniglio si aggrega in società talvolta molto numerose, in un riparo sotterraneo.
 La lepre copre spazi molto ampi, mentre il coniglio si muove in spazi più limitati.
 Età massima del coniglio: 8-10 Anni / età massima della lepre: 6-7 Anni

 

 
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